RECENSIONE #71 – DENTRO L’ACQUA DI PAULA HAWKINS

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Ecco che oggi si parte con una nuova recensione! Innanzi tutto ringrazio la Piemme per avermi permesso di leggere questo libro. Sto parlando di una novità attesissima, ecco che vi presento:

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Titolo: Dentro l’acqua
Autore: Paula Hawkins

Editore: Edizioni Piemme
Genere: Thriller
Prezzo: ebook 10,99 € | cart. 19,50 €
Pagine: 372

Trama: Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

RECENSIONE:

Julia/Jules che viene chiamata perché il corpo di sua sorella Danielle o come la conoscono tutti, Nel, è stata ritrovata senza vita nel fiume. E’ così costretta a dover rivivere estenuanti ricordi che credeva fossero dimenticati sotto una montagna di indifferenza oltre a trovarsi di fronte sua nipote Lena, identica in tutto e per tutto a sua madre. Jules è sicura che Nel non si sarebbe mai tolta la vita in questo modo anche se era ossessionata dal fiume, sua figlia sostiene l’esatto contrario.

Ma cosa è successo veramente a Nel Abbott? Si tratta davvero di un suicidio? Cosa sanno gli abitanti, che cercano di nascondere?

La ragazza le appoggiò una mano sul braccio, ma Louise si sottrasse. Non riusciva a guardarla. «Scusami, davvero. Non posso parlare con te, non adesso.» Era diventata un mostro, una creatura arida incapace di essere gentile con una ragazza che aveva appena perso la mamma. Anzi, a essere sincera con se stessa, era molto peggio di così. Perché guardandola Louise non riusciva a non pensare: Perché non è successo a te, Lena? Perché non hanno trovato te nell’acqua? Perché la mia Katie? Lei era buona e gentile, generosa, piena di vita. Era migliore di te, in ogni modo possibile. Non era lei che doveva entrare in acqua. Eri tu.

La trama invoglia e cattura. Dice tutto e non dice niente perché tutto quello di cui la cittadina è a conoscenza piano piano verrà svelato. Ognuno con i propri intrighi e con i propri punti di vista.

La copertina non mi dispiace anche se preferisco e adoro molto di più quella – spero di non dire una baggianata sulla provenienza- americana che trovate qui di lato. Mentre il titolo, grazie al cielo, non è stato cambiato – tradotto ovvio – ma non è diventato tutt’altro. Quindi assolutamente pollicioni in su per questo.

La storia è ambientata a Beckford, una piccola cittadina del regno unito sul fiume, e l’epoca non è specificata ma si attiene ad un periodo attuale anche se non troppo.

L’ispettore non mi guardava, forse non mi ascoltava neppure. «Quante morti ci sono state? Voglio dire, in totale…» «Da quando?» mi ha chiesto, scuotendo la testa. «Da quando vuoi iniziare a contarle?» Come ho detto, un tipo veramente strano.

I personaggi sono tanti quanti i diversi punti di vista su cui si focalizza l’intero volume ma non vi parlerò di tutti perché dovrete scoprirveli da soli. I principali e quelli che mi hanno colpito sono:

Jules Abbott è un personaggio piuttosto ambiguo. Per la maggior parte del tempo si sofferma parlando e ricordando l’odio che prova per sua sorella. Si trasforma in ricordi e torna a quando erano bambine e guarda la nipote quasi fosse un misto tra un padre e una madre che lei non vorrebbe ricordare. Ma la morte di Nel la prende alla sprovvista e finisce per sconvolgerla totalmente.

Nel Abbott è parte e fulcro di questa storia. La conosceremo sotto gli occhi di Jules Abbott, sua sorella. Verso di lei passerete da una sorte di odio incondizionato ad amore e mancanza. In questo l’autrice è stata molto brava. In più la ritroveremo nelle pagine del suo manoscritto Lo stagno delle Annegate.

Lena è la figlia di Nel e la nipote di Jules. Una ragazza indisponente, coraggiosa e stranamente poco sconvolta dalla morta della madre. Non ha peli sulla lingua e non riesce mai a trattenersi. Un bel personaggio, mi è piaciuta molto.

Sean, Helen sono rispettivamente marito e moglie, uno poliziotto e l’altra preside della scuola dove va Lena. Lui? Un brav’uomo, rispettabile e conosciuto da tutti. Lei una brava preside, sempre attenta alle esigenze dei suoi studenti, o almeno così sembra.

Erin Morgan è il personaggio, che meno centra, a livelli sentimentali in tutta la storia. Collega di Sean, si ritrova a Beckford dopo essere stata trasferita e le viene affidato da subito il caso della morte di Nel. Sarà davvero suicidio, quello che tutti pensano? Quale segreti nasconde questa città?

Una fotografia ha attirato la mia attenzione: tu e Lena, lei una bambina di cinque o sei anni, forse di più, non sono brava a indovinare l’età dei bambini. Sorrideva e mostrava i dentini bianchi, anche se c’era qualcosa di strano in lei, che mi ha fatto rizzare i peli sulle braccia. Il suo sguardo, la forma del viso… Ricordava un predatore. Ho sentito riaffiorare una vecchia paura. Mi sono sdraiata sul letto e ho cercato di non ascoltare il mormorio dell’acqua, ma era impossibile, anche se le finestre erano chiuse. Rimbombava contro le pareti, si infilava nelle crepe dei mattoni e saliva verso il tetto. Ne sentivo in bocca il sapore, fangoso e sporco, e ho cominciato a sudare freddo. Poi nella casa è riecheggiata una risata: sembravi proprio tu.

Il perno centrale è l’acqua, il fiume che costeggia questa cittadina e le tante donne morte a causa sua. Ma c’è un mistero che ruota attorno al fiume di Beckford, qualcosa che Nel stava cercando di scoprire. Cosa ci sarà dietro tutto questo?

Lo stile utilizzato è scorrevole e coinvolgente oltre che abbastanza semplice per quanto riguarda la storia narrata.

Almeno inizialmente ho fatto difficoltà ad associare il nome di chi narrava a cosa stava accadendo, chi era e a chi era collegato. Poi ci ho preso dimestichezza ma, almeno secondo me, la storia ha perso molto suddividendo tutto per tanti personaggi. Minimo saranno stati otto punti di vista diversi, ovvio, ti consentono di conoscere meglio i personaggi ma creano confusione. Ne sarebbero bastati tre al massimo.

La storia, inoltre, non eccelle in originalità. Mi ha colpito il lato quasi paranormal, legato alle voci che venivano sentite o alle leggende del fiume che si tramandano da secoli di cui la cittadina non vuole saperne ma niente di più. Avevo capito quasi da subito chi poteva celarsi dietro tutto questo anche se ammetto che le ultime due pagine mi hanno sorpreso comunque.

Ho ripensato all’accendino che avevo trovato nel tuo cassetto, e alle iniziali LS. Libby Seeton? È così, Nel? Eri ossessionata a tal punto da quella ragazzina morta trecento anni fa? Così tanto da far incidere le sue iniziali sui tuoi oggetti? O forse no. Forse non eri ossessionata. Semplicemente, ti piaceva l’idea di tenerla nel palmo delle tue mani. Sono tornata a concentrarmi sulle carte, in cerca di altre tracce di Libby. Pagine stampate, fotografie, vecchi articoli di giornale, ritagli di riviste, ogni tanto i tuoi scarabocchi illeggibili sul margine dei fogli. Conoscevo alcuni nomi, mentre altri mi erano ignoti: Libby e Mary, Anne, Katie, Ginny e Lauren e poi, in alto, vicino al nome “Lauren”, una frase in inchiostro nero. Beckford non è un luogo di suicidi. Beckford è il luogo in cui liberarsi delle donne che portano guai.

Il libro è stato coinvolgente e scorrevole ma non come avrei voluto. Non è stato un thriller che ti tiene incollato alle pagine ma piuttosto leggerlo, a tratti quasi magico, irrazionale. Purtroppo non ha colpito come speravo.

A volte è sconvolgente quanto possiamo mentire, plasmare, cercare di cancellare brutte situazioni e quanto queste stesse cose ci plasmino dentro in maniera indelebile.

Il mio voto per questo libro è di: 3 e mezzo.

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Vi piace? Lo avete letto? Cosa ne pensate? Io vi aspetto sempre con un bel commento!

A presto, 

Sara. ©

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17 thoughts on “RECENSIONE #71 – DENTRO L’ACQUA DI PAULA HAWKINS

  1. Allora non sono scema! Anch’io mi sto perdendo con tutti questi nomi😂 Inizia un nuovo capitolo “Erin”, quello dopo “Helen”, dopo ancora “Sean” e io sono ancora lì che mi chiedo “Ma chi c…. è Erin?” 🙈😂

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  2. Anche io faccio fatica di solito quando ci sono troppi personaggi… anche perchè ho tipo la memoria di un pesce rosso in ste cose😅 Non è uno di quei libri che leggerei di solito, ma con tutta la pubblicità che hanno fatto mi sarei aspettata di leggere una recensione diversa XD e invece sembrerebbe un libro come tanti! nessie

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  3. Io ancora devo leggere la ragazza del treno lo comprato l’anno scorso.
    Devo dire che questo libro mi ha incuriosito ma se te l’hai capito già dall’inizio l’assassino non è granché. Io mi aspetto di scoprire l’assassino o quello che è successo alla fine mica all’inizio..

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  4. “La ragazza del treno” non l’ho letto, (ma ho visto il film, abbastanza piaciuto). Non so l’autrice idea storie un po’ oniriche. Questo mi incuriosiva di più, l’acqua, la piccola cittadina, il rapporto tra sorelle. Se lo trovo in biblioteca, probabilmente lo leggo e ti dico cosa ne penso.

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    • Si inizialmente poteva sembrare quasi una storia basata anche su un pizzico di paranormal ma non è così. Purtroppo questo non mi ha soddisfatto granché. Proverò comunque a dare una chance a La ragazza del treno visto che neanche io l’ho letto.

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