RECENSIONE #68 – FIORE DI CACTUS DI FRANCESCA LIZZIO.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi abbiamo una nuova recensione di un’autrice che esordisce con questo nuovo libro dolcissimo. Vi sto parlando di:

41slzdw9kzl-_sy346_Titolo: Fiore di cactus
Autore: Francesca Lizzio
Editore: Panesi Edizioni
Pagine: 190
Prezzo e-book € 2,99
Prezzo cartaceo: 10,00 €
Sinossi: Sara è una ragazza timida, intelligente, con la battuta sempre pronta, eppure nasconde la sua fragilità sotto un’armatura. La vita l’ha resa cinica e amara. Un giorno conosce Andrea, un ragazzo attento e gentile che con smisurata pazienza riesce a farsi spazio nella sua vita. Sarà lui a indurla a rimettere tutto quello in cui crede in discussione. Sara così ripenserà al percorso che l’ha resa la donna che è, si chiederà se riuscirà più a lasciarsi amare, se certe paure potranno essere sconfitte o se invece non ci sarà più nulla da fare. Se una come lei merita una seconda occasione. Perché anche un cactus ha un cuore, ha solo bisogno di qualcuno che creda in lui e non abbia paura delle sue spine.  

RECENSIONE:

La storia ha inizio con un cambiamento. Sara, con il suo diario e la sua valigia carica di speranze, sta per andare a vivere assieme ad Isa con cui lavorerà in una libreria. Finalmente sarà indipendente. Finalmente potrà riprendere in mano se stessa.

Ma sarà pronta ad affrontare tutto ciò che le accadrà una volta iniziato un nuovo capitolo della sua vita? Sarà pronta a far sbocciare il fiore fra le sue spine e far entrare nel suo cuore il dolce e innamorato Andrea? 

Annuisce, beve il suo caffè. «Dunque, come sai, lavoro all’He(art), tra poco avrò venticinque anni e… bé, mi piacciono i libri, la musica, l’arte in generale, la psicologia. Penso che la chiave della felicità sia nel cibo. Mi piace il vino e anche a me piace stare a contatto con la natura. Ho una passione per i cactus.» «I cactus?» «Sì, i cactus. Mi piacciono le cose che sorprendono. Quelle che magari a guardarle non sono nemmeno belle, non ti ispirano grandi aspettative, ma che invece nascondono un potenziale. Come i cactus, appunto. Non sono belli, però tra le loro spine possono nascere frutti e fiori.»

La trama è ben scritta e decisamente curata. E’ piuttosto difficile dar vita ad una bella trama che incuriosisca e che dica tutto ma allo stesso tempo non sveli niente. Rispetto a tante che ho letto questa mi piace particolarmente.

La copertina la trovo, purtroppo, piuttosto anonima. Ci si è concentrati più sul titolo che sul resto e sarebbe potuta essere decisamente più viva ma è decisamente soggettiva e decisamente poco influente nel contesto. Quindi andiamo avanti.

L’ambientazione non è specificata, penso comunque italiana se non sbaglio (almeno così ricordo e spero di non sbagliarmi altrimenti penitenza per me) e l’epoca non è specificata ma è relativamente moderna.

«Come?» «Non fare come fai sempre. Non fare qualcosa che lo convinca a pensare che tu sia un’immatura o una stupida o una stronza, così da spingerlo a sparire. Sii te stessa, ma se puoi non tirare fuori le spine. O almeno, non tutte», e mi lascia così, come se niente fosse. Le sue parole continuano a risuonarmi nelle orecchie, mentre mi rigiro nel letto cercando di prendere sonno. Magari fosse facile non essere la solita di sempre. Il guaio di essere me è che ormai hai imparato a usare solo la testa, così oltre a reprimere la parte di te che andrebbe tirata fuori, impedisci agli altri di scorgerla.

I personaggi non sono molti ma vi parlerò in special modo di chi è fondamentalmente più presente e mi ha colpito di più:

Sara è un piccolo cactus pieno di spine, senza fiori. Perchè Sara non riesce proprio a lasciarsi andare ai sentimenti e al’amore. Anche quando l’amore è tanto vicino da accarezzarti e stringerti, cullarti. Sara è una ragazza semplice e chiusa che potrete conoscere solo leggendo.

Andrea è un ragazzo dolce e preciso. Quasi un ragazzo di altri tempi nel corteggiare ed è davvero un ragazzo d’oro. Semplice e spontaneo.

Isa è un’amica di Sara. Coinquiline e colleghe condividono tutto assieme, dalle cose negative a quelle positive. Isa è una ragazza pazzerella, piena di buoni propositi e cercherà di aiutare Sara a togliere le spine per far nascere in lei uno splendido fiore.

Le persone spesso davanti al buio preferiscono desistere dimenticando che l’ombra senza la luce non può esistere così della realtà delle cose ha fatto la sua difesa, il cinismo dalle illusioni la lascia illesa. Perché un cactus non dimentica come vanno le cose, le sue spine non sono belle come quelle delle rose, sta in guardia dal mondo là fuori, a nessuno importa che tra le sue brutte spine nascono frutti e fiori.

Il perno centrale è proprio il fiore di cactus, racchiuso nella nostra protagonista Sara. Tutto gira attorno a lei e al suo diario che conserva gelosamente, pieno di pensieri forti che la spingono a riflettere fino a giungere ad una conclusione giusta e ponderata.

Lo stile utilizzato è stato decisamente semplice e pertanto scorrevole. La storia è stata anch’essa semplice e senza pretese. Non ci sono eventi particolarmente salienti ma è comunque una storia senza troppi fronzoli e giusta. 

La cosa che non mi ha convinto a pieno, però, è stato il fatto che la storia è veramente compressa e sintetizzata. I capitoli sono tanti e poveri. Quindi per essere a tutto avrebbe potuto esser meglio gestita nella suddivisione e arricchita pienamente.

Il diario invece è abbastanza buono e riempie con riflessioni e consapevolezze che la ragazza assume e di cui si fa carico. Le poesie, il racconto della propria famiglia, tutto con estrema cura e dolcezza.

«Sto bene.» «Non sembra.» «Ma allora ti importa qualcosa di me», e indossa un sorriso compiaciuto. «Ma che c’entra, ho solo visto che sei stanco e non credevo ti andasse di uscire!» «Io ho sempre voglia di stare con te.» Trova la ricetta, ti prego, così per il tuo compleanno ti regalo davvero il mio cuore.

Il libro è piccolo e contenuto ma non mi è affatto dispiaciuto. (Ho fatto pure la rima, che brava *.* Ok, basta)

Faccio una piccolissima premessa e vado avanti. Conosco Cuore di Cactus, pagina dell’autrice che seguo da molto, molto tempo, quasi dagli inizi e sono davvero felice che fra tante persone, inaspettatamente, abbia scelto proprio me e il mio blog per richiedere la recensione del suo primo libro – perchè penso che non lo sappia nemmeno l’autrice di tutto questo. Quindi la ringrazio innanzi tutto di questo.

La storia è candida e chiara, forse anche troppo ma mi ha colpito e ha portato una brezza leggera ed una ventata di ricordi positivi, di quelli che fanno bene.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie.

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Vi piace? Vorreste leggerlo? Lo trovate negli store online!

Alla prossima,

Sara. ©

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8 thoughts on “RECENSIONE #68 – FIORE DI CACTUS DI FRANCESCA LIZZIO.

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