RECENSIONE #62 – UNA RAGAZZA BUGIARDA DI ALI LAND

BUON Lunedì BELLA GENTE!

Oggi vi parlerò di un libro che mi ha inviato la settimana scorsa la Newton Compton che ringrazio ancora molto, un thriller davvero particolare che scoprirete assieme a me nella mia recensione. Vi sto parlando di:

Titolo: Una ragazza bugiarda

Autore: Ali Land
Editore: Newton Compton

Pagine: 352

Prezzo: € 9,90

Sinossi: Denunciare la propria madre a soli quindici anni può essere straziante. Dopo quella decisione, la vita di Annie è completamente cambiata. Ora ha un nuovo nome, Milly, e vive insieme alla sua nuova famiglia: Mike, la moglie Saskia e la figlia, Phoebe. Adattarsi ai loro ritmi e alle loro abitudini è molto più complicato di quanto avesse pensato. E il pensiero del processo che si avvicina, nel quale sarà chiamata come testimone, non le dà tregua. Mike, che inizialmente aveva richiesto l’affidamento di Milly sperando di poterla aiutare, è sopraffatto dai suoi impegni di psicoterapeuta. Saskia riesce a malapena a gestire la figlia naturale, e non è in grado di occuparsi anche di quella adottiva. Phoebe ha reagito malissimo all’arrivo di Milly: è sempre di malumore, vorrebbe che se ne andasse e, per rivalsa, comincia a maltrattarla, spalleggiata dalle amiche. Milly si sente isolata e in cerca di sostegno. Avrebbe assoluto bisogno di qualcuno che le desse ascolto: ci sono segreti che riguardano i crimini di sua madre, di cui sa molto di più di quanto non abbia confessato. Eppure nessuno sembra disposto a farlo…

RECENSIONE:

La storia ha inizio con la promessa della giovane protagonista di essere diversa, migliore. Poi prosegue su parte del ricordo che l’ha portata a denunciare sua madre (La prima frase che trovate qui sotto!)

Denunciare una madre a quindici anni può essere difficile, è vero, ma non se si conosce tutto quello che Annie fino a quel momento ha subito. Perché è arrivata al limite e ha deciso che vorrebbe – e potrebbe – avere una vita migliore di quella che aveva con sua madre, perché quella vita, lei non la vuole più.

Una storia cruenta e forte. Fino a quanto può spingersi la crudeltà e la follia di un essere umano? La storia di una madre folle e di una figlia costretta a subire la crudeltà della madre stessa.

Annie prima e Milly dopo, un nuovo nome e una nuova identità per la nostra protagonista.

Otto gradini. Altri quattro. La porta sulla destra.

Il parco giochi.
È così che lo chiamava.
Dove si facevano giochi malvagi e il vincitore era sempre lo stesso.
Quando non era il mio turno, lei mi faceva guardare.
Un buco nella parete.


E poi mi chiedeva: che cosa hai visto, Annie? Che cosa hai visto?

Risultati immagini per ali landLa trama per alcuni versi è stata posta male. Perchè Saskia riesce a gestire molto meglio Milly di Phoebe e Mike ha i suoi impegni da psicoterapeuta ma perchè aiuta Milly stessa. Questa trama almeno la parte che riguarda i genitori adottivi sembra vista dagli occhi di Phoebe e non è direttamente corretta così. Ma rende ciò che poi è la storia in se.

La copertina lascia decisamente a desiderare. Guardate piuttosto l’originale qui di lato. La trovo sicuramente migliore! Se proprio volevano cambiarla, – per mio modesto parere – avei scurito questa lasciando il volto della ragazza che si intravede. Il titolo è stato modificato e in un certo senso è migliore anche perchè non potevano trascrivere in italiano Buona / Cattiva, sarebbe risultato sminuente. Anche se io opto sempre per il titolo originale, che suona meglio.

L’ambientazione è americana e si passa dai ricordi della ragazza nella sua casa a quelli nella nuova città dove si trova con la nuova famiglia. Lepoca è senza dubbio moderna.

«Mi sa che ho pianto»

«A volte succede quando si ricorda».

«Non c’è altro modo?»

Mike scuote la testa, si protende in avanti e dice: «Non c’è una via di fuga. Bisogna passare attraverso il fuoco».

Torno in camera e apro il regalo di Saskia. La prima cosa che vedo dentro la scatolina quadrata è un balenio dorato. Una catenina con il mio nome. Milly, il mio nuovo nome, non Annie. Passo le dita lungo i bordi delle lettere, gli spigoli aguzzi, e mi chiedo se un nome può cambiare una persona, e fino a che punto.

I personaggi sono vari e profondi.

Milly / Annie è la protagonista di questa storia narrata in prima persona. Milly è particolare, subdola. Nasconde bene il suo lato danneggiato e ferito che le ha lasciato sua madre ma ha anche tanti segreti che porta con se.

Mike è uno psicoterapeuta ed ama il suo lavoro. Un uomo buono, dedito al suo lavoro e che ama la sua famiglia. Uno dei personaggi dall’animo buono e modesto.

Saskia è una donna senza fegato. Non sa gestire la sua famiglia (sopratutto sua figlia) e fa scelte sbagliate. Non riesce ad avere un rapporto con sua figlia ma riesce ad interagire con Milly. Una donna da un passato difficile. 

Phoebe è la figlia di Mike e Saskia, una vera stronza verso Milly (scusate il francesismo) in tutto e per tutto. Le sue intenzioni lasciano presagire una famiglia poco presente e poco ferrea nei suoi confronti. Meschina, forte e diabolica.

Margot è la vicina di casa di Milly, l’unica e vera propria amica che riesce a farsi. Una ragazza con diversi problemi famigliari ma senza pregiudizi, semplice e buona.

e altri che scoprirete leggendo! (Io non vi spoilero niente!)

Mi sveglio piangendo nel bel mezzo della notte. Ho sognato di essere in tribunale. Quando l’avvocato della difesa si è voltato verso di me si è rimpicciolito fino a raggiungere le dimensioni di un bambino, mi ha chiesto perchè ho lasciato che gli facessi del male. Aveva le lacrime agli occhi. Mi dispiace, ho detto. Non ti crediamo, ha risposto la giuria.

Il perno centrale è la madre della protagonista, il fulcro di tutto. La madre compie gesti atroci su dei bambini e la protagonista assorbe tutto quello che vede oltre che è costretta a subire tutto ciò che la madre le impone. Quindi la storia si bilancia su Milly tra i ricordi, che la tormentano, e la vita attuale, che è più rosea ma non più facile della precedente.

Lo stile utilizzato è piuttosto singolare che non ho apprezzato molto. E’ scritto come se la protagonista si rivolgesse sempre a sua madre quindi ogni cosa è rivolta a lei, ogni pensiero, ogni ricordo, ogni cosa che Milly/Annie compie. Ma non è questo ad infastidirmi quanto alcuni discorsi non diretti ma neanche frutto di un semplice discorso indiretto che è fluido e scorrevole.

Vi faccio un esempio proprio dal libro: Forse andrai di fronte al giudice, lo sai, vero? Sei l’unica testimone, ha detto uno dei detective. Dici che possiamo rimandarla a casa, ha detto un altro. E se quello che dice è vero? (…)

In più, essendo un Thriller Psicologico è basato più che altro sui pensieri della protagonista che lo collega a tutto ciò che lei ha vissuto. Infatti nella buona metà del libro si mantiene abbastanza pesante. Non ci sono avvenimenti particolarmente salienti almeno fino alla sentenza in tribunale, a parte tutto quello che le succede con Phoebe.

Quindi ho fatto molta fatica ad abituarmi perchè il modo di scrivere oltre che la storia sono decisamente pesanti e la cosa non aiuta. Dopo il tribunale qualcosa cambia e mi è piaciuto molto di più fino a lasciarmi anche piuttosto sorpresa.

Jayden. Ben. Olivia. Stuart. Kian. Alex. Sarah. Max. Daniel.

Jayden. Ben. Olivia. Stuart. Kian. Alex. Sarah. Max. Daniel.

Non ti piaceva usare i loro nomi, davi a ciascuno un numero. Non vedevi l’ora che arrivasse il numero dieci, mi hai detto in macchina mentre mi portavi a scuola, il giorno dopo la morte di Daniel. Ma io non ho mai dimenticato nessuno dei loro nomi. E non ho mai dimenticato come guardavo dallo spioncino, con una mano sulla maniglia, tentavo di andare da loro, di fermarti. Le tue risate, alte.

Il libro per la maggior parte è stato pesante. Non solo per tutto ciò che vi ho elencato ma per la storia in se, ma anche per gli argomenti trattati che non sono dei più rosei.

Però essendo obiettiva ho apprezzato l’evolversi del personaggio, il fatto che non si lasci plasmare dagli altri ma che abbia assunto una mente contorta e particolare quasi le fosse stata lasciata un’impronta pesante dentro.

Una storia cruda, forte e sconcertante. Ali Land ha saputo trasportarmi con  suspance nella testa di Milly fino ad entrarci davvero dentro. La testa di Milly è un turbinio di pensieri, segreti, ricordi e menzogne che scivolano via attraverso le parole di questo romanzo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie.

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Vi piace? Lo avete letto?  Fatemi sapere con un bel commento! 

Alla prossima,

Sara. ©

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9 thoughts on “RECENSIONE #62 – UNA RAGAZZA BUGIARDA DI ALI LAND

  1. Non conoscevo questo romanzo ma sembra proprio interessante, anche se la decisione di scriverlo come se stesse rivolgendosi alla madre non fa impazzire neanche me, è una scelta sicuramente forte ma non so se funziona… Se dovessi trovarlo in biblioteca gli darò sicuramente una possibilità, grazie per avercelo fatto conoscere! 🙂

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  2. Ciao Sara, ho letto ora la recensione di cui mi dicevi ieri, ma ora non sono nel mood di leggere storie crude; grazie lo stesso, comunque! 😉 Sei una cara amica. ❤ Ti auguro una piacevolissima serata! 😉

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