RECENSIONE #44 – NOTTI AL CIRCO DI ANGELA CARTER.

BUONASERA LETTORI BELLI!

Mi scuso ancora per non aver fatto questa recensione prima ma non sono stata molto bene e quindi l’ho potuta scrivere solo oggi! Ringrazio la FAZI editore per avermi permesso di leggerlo, innanzi tutto ed ora non cincischiamo e cominciamo subito.

Risultati immagini per notti al circo

Autore: Angela Carter
Titolo: Notti al Circo.
Data di pubblicazione: 9 febbraio 2017
Pagine: 480
Prezzo: 17 euro
Sinossi: Fevvers, diversa da tutti i neonati per le poche soffici piccole piume sulle sue scapole, è stata abbandonata appena in fasce, in una via di Londra, nella speranza che qualcuno se ne prenda cura. Raccolta dalla tenutaria di un bordello, ha finito prima per lavorare per lei, in veste di Cupido e poi, cresciutele due ampie e vigorose ali sulla schiena, si è guadagnata da vivere come fenomeno da baraccone. Ma la sua carriera ha una svolta quando comincia a esibirsi come aerialist, volteggiando sui trapezi: tutti impazziscono per lei, a Parigi la chiamano Ange anglaise, Alfred Jarry l’ha inutilmente chiesta in sposa e ora tutta Londra si prostra ai piedi della Donna Alata. Nel 1899 è al culmine della sua carriera, e Jack Walser, 25 anni, californiano dalle poche aspirazioni, giornalista, è nel suo camerino, in una confusione di piume e pizzi, all’Alhambra Music Hall della capitale inglese, per farsi raccontare la sua storia, per cercare di svelarne il mistero, o la mistificazione. La attende un tour che la porterà a Berlino, a Mosca e in Siberia, e Jack Walser, inizialmente scettico e poi soggiogato, e comunque deciso ad andare fino in fondo in quello che spera sarà lo scoop di una vita, sceglie di riciclarsi come clown del circo pur di accompagnarla nella sua tournée.

RECENSIONE:

Inizio dicendo che questo libro fu pubblicato per la prima volta nel 1984 e si è aggiudicato il prestigioso James Tait Black Memorial Prize, il più antico premio letterario inglese. 

La storia è divisa in tre parti: 

La prima parte ha inizio a Londra subito dopo uno dei sfavillanti spettacoli da aerialist col trapezio, Fevvers, la donna alata. Nel camerino, la nostra protagonista darà voce alla sua vita raccontando tutti i dettagli a Walser, un giornalista che, affascinato da lei e dalle sue ali – del fatto che siano autentiche o meno – domanda e prende appunti. E Fevvers assieme a Lizzie, la donna che l’ha allevata racconteranno della loro vita.

La seconda e la terza parte si svolgeranno a San Pietroburgo e in Siberia dove il circo farà delle tappe in cui Walser prende parte diventando parte integrante della compagnia solo per poter stare con Fevvers.

«Sono stata allevata in un bordello e, già che ci siamo, le dirò che ne sono orgogliosa perché le mie madri non mi hanno mai rivolto né una parola sgarbata né un gesto scortese, anzi, mi hanno sempre dato il meglio di tutto e non c’è stata sera in cui non fossi nel mio lettino, su nell’attico, alle otto in punto, prima dell’arrivo dei clienti ricchi, quelli che rompevano i bicchieri. Dunque, vivevo lì». «…viveva lì, piccola creatura innocente con i suoi codini biondi che io legavo con due nastri azzurri, per richiamare il colore dei suoi occhioni…». «…vivevo lì e crescevo, e anche i due batuffoli setosi che avevo sulle spalle crescevano con me finché un bel giorno Nelson…».

La trama è scritta molto bene. Il problema è che l’avrei posta in modo diverso, senza raccontare la vita della protagonista Fevvers ma basandola esclusivamente sull’intervista iniziale magari anche dal punto di vista di Walser, il giornalista. Sarebbe stata sicuramente il Top!

La copertina è singolare oltre che molto azzeccata. Piuttosto bella. Non è scontata e mi piace il fatto che sembri quasi di un libro vecchio perchè stiamo comunque parlando di un libro ambientato in un altro secolo. In più Fevvers è disegnata egregiamente nelle proporzioni e in tutto ciò che ne concerne mancano solo le ali che mi è dispiaciuto non trovare.

Epoca? Siamo nel 1899 ed il libro viaggia a cavallo con il nuovo secolo, il 1900. L’ambientazione si divide, come ho detto all’inizio in tre parti. Inizialmente si riconosceranno i tratti di Londra, la cattedrale di St. Paul e così via, poi si passa alla seconda parte a San Pietroburgo fino a giungere in Siberia nella terza parte.

«Signor Walser». Riprese con aria seria, ruotando su se stessa in modo da metterglisi di fronte. «Voglio spiegarle una cosa. L’accademia di Nelson ospitava uomini inquieti nel corpo e desiderosi di verificare che, per quanto equivoci, per quanto mercenari, i piaceri della carne costituivano, in fondo, una fonte di gioia. I servizi offerti da Madame Schreck, invece, erano destinati a uomini disturbati… nell’anima».

I personaggi sono davvero molti e di diverse categorie:

Fevvers, o meglio Sophie – suo nome di battesimo – è una donna forte e carismatica. Cresciuta dentro un bordello di Londra da Ma Nelson, appena spuntano le ali viene utilizzata come Cupido all’entrata del bordello e dopo varie avventure finisce per fare il fenomeno da baraccone dentro il circo. E’ una donna audace, forte di spirito e senza paura, senza peli sulla lingua per essere una donna di quei tempi. Una che sa il fatto suo ecco.

Walser è un giornalista piuttosto ordinario anche se molto strano ad essere inquadrato. L’unica cosa che di lui sono sicura è che farebbe davvero di tutto per Fevvers. Prima vuole conoscere la sua storia, poi se ne invaghisce fino a farsi assumere all’interno del circo come Clown e così via.

Lizzie è la donna che ha cresciuto Fevvers, oltre Ma Nelson. Colei che l’ha allattata e che l’ha sempre tenuta sotto la sua ala protettrice, quasi fosse sua madre. Una donna forte e determinata a tenere al sicuro la cara protagonista.

Mignon è una donna mingherlina, che ne ha passate tante, troppe. Picchiata, usata, viene salvata e lavora nel circo anche lei fino a diventare un’altra persona anche molto importante all’interno del circo stesso. Riesce a riscattare se stessa.

Buffo è il “capo” clown del circo. E’ un tipo triste e le sue parole mi hanno davvero colpito per come descrive la sua categoria. Potete trovare il pezzo di cui parlo qui sotto.

e tanti altri personaggi secondari come il Forzuto, Sybil, il Colonnello, L’uomo scimmia….tutte persone da scoprire.

«Noi clown ci togliamo la vita», disse Buffo il grande. «Ci impicchiamo con le bretellone colorate di cui ci serviamo per tenere su quei nostri calzoni, larghi come le gonne che portano i musulmani nel caso debba toccare a un uomo partorire il Messia. […] La disperazione è la fedele compagna del clown. Perché spesso la nostra non è una scelta volontaria. A volte si diventa clown dopo aver fallito nel resto. Sotto la maschera impenetrabile costituita dal cerone troverai, sempre che ti interessi guardare, il volto di chi un tempo era orgoglioso di mostrarsi. Il trapezista a cui è mancato il coraggio, il cavallerizzo che ha fatto un capitombolo di troppo, il giocoliere le cui mani tremano talmente tanto per l’alcol o per l’angoscia che non riesce più a mantenere in aria le sue palle. Che altro resta se non la maschera bianca del povero Pierrot per suscitare una risata che nascerebbe comunque spontanea? Il riso di un bambino è puro finché egli non ride di un clown».

Il perno centrale è il circo in cui si svolge tutta la storia. Ma il fulcro è senza dubbio la donna alata, l’aeralist trapezista. Il circo è parte dello sfondo della vita della donna alata e di tutti coloro che ne fanno parte: il Forzuto, Buffo, Mignon, fino ad arrivare a Walser.

Lo stile utilizzato è stato elegante e raffinato. E’ stato piuttosto pesante e profondamente prolisso e descrittivo ma pensando alle ambientazioni, al tipo di persone di quei tempi, al circo e a tutte le cose che vengono narrate ci sta (anche se a volte cade in cose decisamente inutili).

Ho sicuramente preferito la prima parte perchè ero decisamente curiosa della vita di Fevvers, la donna alata e di conoscere i suoi più reconditi segreti. Purtroppo questa parte di interrompe ampliando lo scenario su tutto il circo e sulle descrizioni di tutti i personaggi che lo compongono e le peripezie che intraprendono. Quindi la magia iniziale si perde un pò. 

Soprattutto nella parte centrale diventa piuttosto pesante nella narrazione. Ma si riprende nel finale in cui Fevvers si accorge di qualcosa negli occhi di Walser che fino ad allora non aveva notato e tutto assume una connotazione più dolce e motivata.

La notte è fatta per amare
E il giorno spunta troppo presto
Ma tu non andrai più vagando
Alla luce della luna.
A questo punto si udì lo scroscio dell’acqua che fluiva dallo scarico. «Non capisce le parole», disse Fevvers. Aveva il viso inondato di lacrime. Quando Walser se ne accorse, provò una sensazione straordinaria in mezzo al petto: gli parve che il cuore gli si stesse sciogliendo.

Per quanto abbia fatto difficoltà nel leggerlo, il volume è stato scritto in modo molto sobrio. I personaggi sono scanditi molto bene fino a distinguerne caratterialmente ogni singolo dettaglio che lo caratterizza.

Inoltre è anche ricco di messaggi veri e autentici oltre alla postfazione di Dacia Maraini. Un buon libro tutto sommato ma, almeno io, consiglio la lettura ad un pubblico di lettori adulti, perchè profondo e pesante nelle tempistiche e poco fluido.

Il mio voto per questo libro è di : 4 conchiglie.

picsart_09-22-09.39.42-2.jpg


Cosa ne pensate? Lo leggereste? Fatemi sapere con un commento!

Alla prossima,

Sara. ©

Annunci

7 thoughts on “RECENSIONE #44 – NOTTI AL CIRCO DI ANGELA CARTER.

  1. Pingback: WWW WEDNESDAY #29 | Milioni di Particelle

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...