RECENSIONE #41 – CARVE THE MARK DI VERONICA ROTH.

BUONASERA CARI LETTORI!

Questo pomeriggio, dopo essere andata a pranzo con la mia amica La lettrice in soffitta, vi lascio la recensione di questo libro edito Mondadori che ho comprato il giorno stesso del’uscita (una pazza in pratica!), l’inizio di una duologia da scoprire.

Carve the Mark di Veronica RothTitolo: Carve the Mark

Autore: Veronica Roth

Data di pubblicazione: 17 Gennaio 2017 

Genere: Fantasy, Young Adult

In libreria dal 17 gennaio 2017

Sinossi: In una galassia percorsa da una forza vitale chiamata corrente, ogni uomo possiede un dono, un potere unico e particolare, in grado di influenzarne il futuro.

CYRA è la sorella del brutale tiranno che regna sul popolo shotet. Il suo dono, che le conferisce potere provocandole allo stesso tempo dolore, viene utilizzato dal fratello per torturare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un’arma nelle mani del tiranno. Lei è molto più di questo. Molto più di quanto lui possa immaginare.
AKOS è il figlio di un contadino e di una sacerdotessa-oracolo del pacifico popolo di Thuvhe. Ha un animo generoso e nutre una lealtà assoluta nei confronti della famiglia. Da quando i soldati shotet hanno rapito lui e il fratello, l’unico suo pensiero è di liberarlo e portarlo in salvo, costi quel che costi. 
Nel momento in cui Akos, grazie al suo dono, entra nel mondo di Cyra, le differenze tra le diverse origini dei due ragazzi si mostrano in tutta la loro evidenza, costringendoli a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l’un l’altro.
Carve the Mark – I predestinati è un racconto indimenticabile sul potere, l’amicizia e l’amore in una galassia carica di doni inaspettati.

RECENSIONE: 

La storia è divisa sotto due punti di vista che, inizialmente separati, convergono ma non diventano mai uno solo. Il libro comincia a Thuve, a casa Kereseth, dove Akos è il figlio di un contadino e di un’oracolo. Tutto sembra andare bene fin quando i ragazzi rientrano in casa da scuola dopo un’importante rivelazione dell’Assemblea. Ma niente è come sembra ed il futuro dei fratelli Kereseth cambia repentinamente. Gli Shotet li vogliono e sono disposti a tutto pur di portarli via.

Fra le pagine di questo libro troverete donicorrenti, un potere che una volta manifestato nel periodo dell’adolescenza sarà con te per sempre, e i fati (destino) di cui ognuno ha il proprio che prima o poi si compirà. 

« Perchè ripetono il suo nome? » chiesi a Ryzek, accelerando goffamente il passo per non rimanere indietro.
« Perchè la amano.» disse Ryz.
«Proprio come noi.»
«Ma loro non la conoscono.»
«Vero» ammise lui.
«Ma credono di conoscerla e a volte questo è sufficiente. »

Risultati immagini per carve the markLa trama è ben suddivisa, come è poi il romanzo dopotutto. Le due voci e i due protagonisti narrati per come effettivamente sono.

L’ambientazione è decisamente fantastica, basta guardare la piantina che si cela sia all’interno del libro che sotto la sovraccoperta. L’epoca ma sembra anche piuttosto arretrata da un lato e tecnologica dall’altro.

La copertina è bellissima. Cioè, guardatela! E’ lucida e assolutamente particolare. Inoltre, ci tengo a precisare che è stata lasciata uguale all’originale! Inizialmente non riuscivo a comprendere il perchè dei squarci sullo sfondo ed avevo pensato quasi ad un animale particolare ferito o cose simili. Invece sono proprio i marchi che i ragazzi si infliggono per un lutto importante e potete leggerne il motivo nella citazione immediatamente qui sotto: 

( Amo particolarmente il retro della copertina, in cui c’è una frase che mi ha colpito molto. Spero che riuscite a leggerlo dall’immagine! )

«Dovresti aggiungere una tacca al tuo secondo marchio» dissi. « In diagonale, nella parte superiore. Si fa così per le persone che non sono state uccise. Bambini abortiti, partner portati via da una malattia, familiari scappati di casa e mai più tornati. Qualunque…lutto importante.» Lui si limitò a guardarmi, incuriosito , e tuttavia con una sorta di violenta intensità. « Per cui mio papà…» « Tuo padre è inciso nel braccio di Vas. Non si può marchiare due volte la stessa perdita. » « E l’uccisione che viene marchiata» Aggrottò la fronte. «Un omicidio.» « No, non è così. Ogni marchio è testimonianza di una perdita. Non di un trionfo.»

I personaggi sono molti ed intrecceranno i nostri due protagonisti ma prima vi parlerò di loro:

Cyra è una Shotet. E’ la sorella del sovrano tiranno, Ryzek. Con una ripicca, viene utilizzata da suo fratello come arma perchè il suo donocorrente è pericoloso e potente. Il popolo la conosce come Il flagello di Ryzek ed è combattiva, intelligente ma anche fragile. Tremendamente fragile.

Akos è un Thuvesita. Akos è un tipo semplice, che arrossisce per ogni cosa, un tipo buono e devoto alla famiglia che una volta approdato nella regione di Voa, fra i Shotet con la famiglia Noavek cambierà radicalmente. Si troverà a dover imparare la loro cultura, da servo, se vuole sopravvivere. Dolce e veloce, forte e coraggioso.

Ryzek è il fratello di Cyra e sovrano del popolo Shotet. Non si ferma davanti a niente ed è disposto a tutto pur di essere riconosciuto come il più potente fra tutti. E’ astuto, furbo e manipolatore.

Eijeh è il fratello di Akos. Viene rapito assieme a quest’ultimo ma sarà tutt’altro che di aiuto. Sarà in perenne ascesa ma per tutto il tempo, almeno io l’ho visto come un’ameba. Pauroso e spento.

Vaz è il galoppino di Ryzek. La sua particolarità è che è immune al dolore, quindi sembra essere l’unico che può toccare Cyra. Un guerriero, un guscio vuoto.

… e molti altri che non vi dirò perchè dovrete scoprirli leggendo quest libro! Vi ho messo curiosità?

*Me Malvagia*

«Non basta che si arrabbi. Deve avere paura.» «Difficile pensare che un uomo del genere possa avere paura.» «Tutti abbiamo paura.» Sospirai. «Quelli arrabbiati ancora più degli altri, credo.»

Il perno centrale è l’astio fra i due popoli, i Thuve e i Shotet. La lotta fra i due e il dolore e la sofferenza che uniranno i due giovani protagonisti a supportare uno il peso dell’altro.

Lo stile è decisamente bizzarro oltre che decisamente prolisso. E’ bizzarra perchè la storia è suddivisa sotto due punti di vista ma utilizzato in modi decisamente diversi. Mentre quando parla Cyra è tutto in prima persona, quando la palla passa ad Akos la narrazione passa in terza. Probabilmente perchè o più difficile immedesimarsi  nella testa di un uomo o per evitare di confondere i due personaggi e rendere la storia più semplice, sotto questo punto di vista. Non so, sarebbe da chiederlo all’autrice ma non è possibile quindi ci accontentiamo di supposizioni.

Ed è prolissa perchè, specialmente in alcuni tratti, si concentra troppo a lungo su descrizioni che appesantiscono la lettura. Infatti anche se la storia mi è modestamente piaciuta ho fatto fatica a leggere tranquillamente ed in modo scorrevole.

«Com’è Cyra Noavek? » gli chiese lei. «E’…» Akos scosse la testa. Come descrivere un’intera persona su due piedi? Era dura come la carne essiccata. Amava lo spazio. Sapeva ballare. Era troppo brava a far male alla gente.  […]  Era… be’, era Cyra. Cisi sorrideva. «La conosci molto bene. Le persone sono più difficili da descrivere quando le conosci bene.»

La storia è stata decisamente alternativa e ben pensata. A tratti però mi ha ricordato vagamente Hunger Games  misto a qualche altra cosa che adesso non mi viene in mente.(Abbiate pietà di me, vi prego!)

Però il fatto che fosse rallentata e pesante ha spento un pò l’entusiasmo iniziale che avevo avuto abbassando le aspettative. Mi è piaciuto? Si, e mi ha coinvolto molto anche se a tratti crudo e violento anche se, per alcuni versi, ha fatto difficoltà ad entrarmi dentro.

Non è arrivato come avrebbe dovuto. Consiglio comunque a chi piace il genere di dare una possibilità perchè la storia è stata comunque carina, ben scritta e originale. Per cui lascio la mia sentenza:

Il mio voto per questo libro è di : 3 pesciolini e mezzo.

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Cosa ne pensate? Lasciatemi un bel commento!

A presto,

Sara. ©

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16 thoughts on “RECENSIONE #41 – CARVE THE MARK DI VERONICA ROTH.

  1. Peccato… non ho ancora letto recensioni del tutto positive 😦 in molti si sono lamentati della poca scorrevolezza. Comunque non ho perso la voglia di leggerlo per farmi una mia idea😁 come al solito le tue recensioni sono molto accurate, complimenti! 🙂

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  2. Pingback: WWW WEDNESDAY #28 | Milioni di Particelle

  3. OMG! non pensavo che i segni fossero i tagli che si fanno gli shotet per le persone che hanno ucciso!!! ma allora vuoi dire che hanno la pelle blu (data la copertina)?????

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