RECENSIONE #30 I CUSTODI DI SLADE HOUSE DAVID MITCHELL

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Ecco che oggi vi ho preparato la recensione di questo libro che mi ha inviato la Piemme. Lo so il libro è della Frassinelli ma l’ho ricevuto nel pacco di benvenuto della Piemme – non vi preoccupate 🙂 – .
Titolo: I custodi di Slade House
Autore: David Mitchell
Editore: Frassinelli
Numero di pagine: 233
Prezzo: 19,00 euro
Sinossi: Voltato l’angolo di una via di Londra, proprio dove occhieggiano le vetrine di un popolare pub inglese, lungo il muro di mattoni che costeggia un vicolo strettissimo, se tutto gira per il verso giusto, troverete l’ingresso di Slade House.  Un perfetto sconosciuto vi accoglierà chiamandovi per nome e vi inviterà a entrare. La vostra prima reazione sarà la fuga. Ma presto vi accorgerete che allontanarsi è impossibile. Ogni nove anni, l’ultimo sabato di ottobre, gli abitanti della casa – una sinistra coppia di gemelli – estendono il loro particolare invito a una persona speciale, sola o semplicemente diversa: un adolescente precoce, un poliziotto fresco di divorzio, un timido studente universitario. Ma che cosa succede, veramente, dentro I custodi di Slade House? Per chi lo scopre, è già troppo tardi…

RECENSIONE:

 La storia si suddivide in soli cinque capitoli anche se io direi semplicemente in cinque sezioni più che capitoli.
Si ha inizio con un determinato personaggio, Nathan Bishop, che avrete modo di conoscere meglio andando avanti nella recensione e si termina con tutt’altro. Slade House è una villa ma cosa succede esattamente dentro, è un vero mistero. Non resta che leggere il libro per scoprirlo.

Mi sono fermato perchè all’estremità del giardino, il muro con la porticina nera… è diventato tutto sfocato e incerto. Non perchè è sera. Penso che non siano ancora le quattro. Nemmeno perchè c’è la nebbia. Guardo in su: il cielo è ancora azzurro come prima, più o meno. E’ il giardino. Il giardino si spegne.

La trama è assolutamente ben fatta. Invoglia alla lettura dando un tocco quasi horror al libro. Mi aveva incuriosito molto questo libro e sono rimasta piacevolmente colpita dal lato dark e il semi-horror che ha circondato questa lettura fantasy.

La copertina è piuttosto tetra ma rende in pieno il vicolo di Slade Alley. E’ assolutamente un vicolo semi buio,  con la piccola porta nera all’entrata della villa. Assolutamente punto a favore.

Il titolo è figo, attira molto a leggere il libro. La cosa strana è che più che custodi li avrei definiti in un altro modo ma non posso dire molto perchè finirei per svelare cose che non voglio.

L‘epoca varia nell’arco di diversi anni. Ha inizio nel 1979 e termina nel 2015 a intervalli di nove anni ognuno passando ogni volta di personaggio in personaggio.

Chloe prende una delle mie sigarette. « Senti una voce; nella stanza non c’è nessuno oltre a noi. Cosa ne deduci, ispettore? » Non riesco a pronunciare la parola «fantasmi» però so cosa ho sentito: una ragazzina che chiamava «Jonah» quando qui dentro ci siamo solo noi.

I personaggi sono tanti, ognuno per storia ovviamente ma io considero i veri protagonisti centrali i  veri e propri custodi di Slade House:

Norah e suo fratello gemello, Jonah. Norah è piuttosto attenta e scrupolosa mentre Jonah è un po’ più facilone sotto alcuni punti di vista. Ma entrambi sono avidi, perfidi e manipolatori.

La prima storia il protagonista e voce narrante è il giovane Nathan Bishop, un bambino vittima di separazione madre – padre e costretto ad andare con la madre, la signora Rita Bishop, in una lussuosa villa a Slade Alley, la Slade House la cui padrona è la signora Grayer. Il piccolo è chiuso, non ha particolari inclinazioni per le amicizie e non voleva seguire sua madre. Si ritrova quindi costretto a dover affrontare un’avventura troppo grande per lui.

La seconda è l’ispettore di polizia Edmonds, che indaga sulla sparizione di Nathan Bishop e sua madre dopo che il caso è stato riaperto grazie alle rivelazioni di un certo Fred Pink. Edmonds è un tipetto irruento e piuttosto rude. Verrà attirato nella casa, ma cosa succederà a Slade House?

La terza è Sally, studentessa universitaria, che assieme al suo gruppo di amici cerca di indagare sulle sparizioni che avvengono intorno al vicolo di Slade Alley ed a Slade House. Una ragazza goffa e timida ma anche innamorata.

La quarta è Freya, sorella di Sally e giornalista, che cerca di risolvere il mistero delle sparizioni della sorella Sally e dei suoi amici.

e la quinta è Norah stessa.

Avrei comunque preferito che a narrare una delle storie ci fosse stato Fred Pink. Leggendo potrete convenire con me, lo so.

Poi succede qualcosa di strano: la mia mano decide autonomamente di premere con forza il battente di ferro e sento una scarica calda nel palmo. Lancio un gridolino per la sorpresa, come un cucciolo a cui hanno pestato una zampa, e la porticina nera si apre. Come se fosse stata in attesa che glielo si chiedesse. Socchiusa, aspetta…

Il perno centrale è la Slade House stessa. La casa nasconde un grande segreto e solo chi leggerà potrà conoscerlo. Perchè tutto questo alone di mistero intorno a Slade House? 

Lo stile utilizzato è stato, rispetto a quando ho letto Le ore Invisibili dello stesso autore (trovate QUI la recensione), molto più fluido e semplice. Le ore invisibili è stato molto più articolato e pesante rispetto a questo ma la sequenza utilizzata è stata la stessa.

La suddivisione temporale e la suddivisione dei personaggi è stata assolutamente similare al precedente libro dell’autore, Le ore invisibili. Ma con quest’ultimo più di un collegamento è stato fatto. Il libro è uno stand alone ma sicuramente è meglio aver letto Le ore invisibili prima per capire tutti i collegamenti. Un personaggio torna dal volume precedente ed è stato assolutamente una sorpresa incontrarlo di nuovo. Ma non vi svelerò di chi si tratta.

In più, sono stati tralasciati molti dettagli riguardo ad alcune cose che potevano essere chiarite sicuramente in modo migliore. Mentre le ore invisibili è stato troppo pesante e ben articolato, I custodi di Slade House ha lasciato qualcosa in sospeso – a parte il finale! ( ci sarà un seguito? Non ne ho idea anche se spero sia finito qui) – in termini di comprensione e dettagli. Alcune cose sono state date per scontate, come se uno avesse letto il precedente. Ma come appena detto, non essendo una saga ma estremamente a parte, non capisco questi difetti strutturali.

Scendendo sono salita. Il mio cervello insiste a dire che è andata così. Il mio cervello insiste a dire che non può essere andata così. Il mio registratore digitale è ancora sul tavolo dove eravamo seduti – presa dal panico mi sono dimenticata di metterlo in borsa – fra il succo di pomodoro intatto, i pacchetti vuoti di anacardi, e il bicchiere di brandy di Fred Pink.

La lettura è stata piacevole e scorrevole. Mitchell ti trascina nel suo mondo e ti trasporta connettendoti con più personaggi in cui ci si deve immedesimare imparandoli a conoscere al momento. Ma una volta entrato in contatto con un tipo di personaggio si vive esattamente ciò che accade perchè ha un tipo di scrittura molto fluida e accattivante.
Il mio voto per questo libro è piuttosto buono anche se non troppo generoso. Non mi hanno convinto determinate cose anche se il flusso, la scrittura e la storia sono eccezionalmente buoni.
Il voto è di 3 Pesciolini e mezzo!picsart_09-29-08.44.45-3.jpg

Voi cosa ne pensate? Avete già letto questo libro? Lo leggereste? 
A presto,
Sara.©
 
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9 thoughts on “RECENSIONE #30 I CUSTODI DI SLADE HOUSE DAVID MITCHELL

  1. Pingback: WWW WEDNESDAY #23 | Milioni di Particelle

  2. Mi attira molto, l’avevo già notato in giro, però come sempre la narrazione in prima persona mi lascia sempre delle perplessità: non la amo come scelta stilistica.

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