RECENSIONE #16 IL RISVEGLIO DELL’ALBINO DI FRANCO GIACOIA E PALMIRO MIGNINI.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Il risveglio dell'albino - copertinaNel corso di questa giornata uggiosa, che promette solo pioggia, vi presento la recensione di un bel libro che mi è stato inviato direttamente da uno dei due autori.
Vi sto parlando di:

Titolo: Il  risveglio dell’albino #1
Autori: Franco Giacoia e Palmiro Mignini
Saga: I cieli del sole morente
Pagine: 306 
Edizioni Youcanprint (selfpublishing)
Formato: Ebook e cartaceo.
Genere: Epic fantasy.
SinossiUn’inspiegabile glaciazione si sta abbattendo su Akarthia, flagella le terre
e costringe la popolazione ad abbandonare tutto in cerca di salvezza. Sordo alle richieste di aiuto del suo popolo, l’imperatore decreta il blocco delle isole interne e schiera la flotta per impedire l’approdo di nuovi profughi. Nella base di Enthusia la situazione per la Resistenza si fa ogni giorno più disperata. Il comandante Nasedo e i suoi compagni, l’aviopilota Nadir, il legionario disertore Lanthis e la druida Yumi, mettono a repentaglio le proprie vite per raccogliere nuove scorte e salvare i sopravvissuti delle isole più esterne. Saranno loro a risvegliare un essere che sembra
l’incarnazione di antiche leggende. Dice di chiamarsi Jonathan, e non sa nulla di Akarthia, del pericolo che incombe né del proprio scopo. Solo un monito affiora dal suo passato: Da quel momento tu vivrai soltanto trenta giorni.


RECENSIONE:

La storia ha inizio a bordo della Solaris, in una missione di recupero delle ultime ingenti risorse a Ylania, una delle isole esterne di Akarthia, mondo in cui è ambientato il romanzo. La terra è devastata da una glaciazione colpa del “Buio” che si sta abbattendo in queste terre ed è compito di Nasedo e della sua flotta, assieme ad un’altra nave carico che viaggia con loro per trasportare risorse di completare quella missione momentanea.

E’ lì, fra le fredde pareti di una grotta di Ylania, che la compagnia si ritrova ad avere a che fare con un essere dai capelli bianchi e dai profondi occhi rossi. L’albino si è svegliato.

«E cosa vi fa credere che io possa ergermi a salvatore di Akarthia?» Nasedo scostò una ciocca corvina che gli scendeva sulla fronte e rispose infervorato: «Perché se c’è qualcosa che la storia ci insegna è che proprio nei suoi momenti più bui Akarthia è stata salvata da uno straniero venuto da chissà dove. Quello che sto cercando di dirti è che ce ne sono stati altri come te, in passato.»

I personaggi sono visti sotto una visuale in terza persona ma analizzati uno ad uno molto dettagliatamente con ogni peculiarità e caratteristica che li rappresenta.

A parte il problema iniziale che ho avuto nel cercare di distinguere Nasedo da Nadir per i nomi abbastanza somiglianti rispetto agli altri, tutto è stato più chiaro con lo scorrere delle pagine.

Vengono descritti anche personaggi che alla compagnia sono contrapposti e quindi coloro che cercano di ostacolare il cammino degli improvvisati eroi. La combriccola che si crea è decisamente la più varia in assoluto e si ritrovano uniti tutti sotto la stessa causa.

Nasedo è il capitano. Colui per cui tutta la baracca sta in piedi in parole povere. E’ il capo della Resistenza che lotta per degli ideali e per un mondo libero.

Yumi è una druida devota a Gaia, la Madre di tutto. La sua fede la porta a compiere gesti di immenso amore e devozione verso i suoi compagni e verso il suo popolo. E’ dotata di grandi poteri.

Nadir, aviopilota dalla nascita ed avido mercenario, accompagna il gruppo a bordo della Solaris, la sua nave.

Lanthis, silenzioso e taciturno – colui che tutti chiamano il traditore – è un guerriero valoroso e motivato attaccato a valori di guerra ed alla druida Yumi che cerca sempre di proteggere.

Jonathan, l’albino dal codice A023, è l’esatto emblema di questo romanzo. Il mistero aleggia attorno a lui e si impara a conoscerlo soltanto leggendo.

«Coraggio piccola, facciamogli vedere di che pasta siamo fatti» mormorò Nadir Zepharim alla consolle, mentre la Solaris virava e rollava per sottrarsi alle raffiche di raggi energetici.«Non è la flotta imperiale, guarda!» Nasedo indicò una delle veloci navi al loro inseguimento che era appena sfrecciata davanti a uno degli oblò della cabina di comando durante l’ennesima manovra evasiva. «Sono cruiser della Legione di Smeraldo!»
La trama è ben scritta e ben strutturata, non evade da ciò che accade nel libro.
La copertina è, si spenta e piuttosto inquietante ma molto rappresentativa ai fini del libro quindi è assolutamente una cosa a favore visto come vengono adattate molte copertine.
Il perno su cui tutto ruota non è neanche tanto l’albino Jonathan in se, quanto Akarthia stessa. Direte voi: perchè?
Perchè tutto ruota intorno alla salvezza del mondo stesso e l’albino è solo una piccola grande parte di esso e deve ancora prenderne conoscenza, deve ancora iniziare ad affrontare ciò per cui è stato risvegliato.
Non sappiamo se a lui saranno destinati grandi poteri.
«Dobbiamo parlare.» Fu Nasedo a rompere il silenzio. Il guerriero si limitò a guardarlo e annuì. Meglio andare subito al dunque, allora, pensò Nasedo: «Ho capito che mi stai
nascondendo qualcosa, è da un po’ che volevo chiederti cosa.» «Tra noi due non sono certo io a custodire dei segreti» replicò asciutto Lanthis.
Inizialmente, dopo il risveglio dell’albino, è stato tutto molto lento fino alla partenza della truppa della Solaris per la missione di cui vi ho parlato in precedenza.
A volte, è sembrato, che il ruolo centrale della storia venisse defilato per raggirarlo con altre apparizioni e altri personaggi e addirittura rallentato.
E l’uso intensificato ed a volte spropositato di parole ricercate, [Attenzione: non inutili] ma ingombranti e forzate hanno distolto l’attenta lettura del libro.
Infatti lo stile è molto prolisso ed ha un registro molto amplio e ben strutturato ma allo stesso tempo fa cadere – come ho già detto solo inizialmente (dopo il risveglio dell’albino alla partenza)  – i qualcosa di molto lento e difficile da proseguire.
Successivamente col nascere dell’azione il tutto ha preso vita ed è stato tutto molto più bello.
Il guerriero aveva molte risposte, ma gliene venne in mente soltanto una. «Me ne resterei a casa mia, tra le persone che amo, e rinuncerei ai miei sogni. E voi cosa vorreste cambiare?» Nasedo sospirò. «Così tante cose da averne perso il conto. Ma come hai detto tu, non c’è modo di cambiare il passato, quindi è meglio che mi concentri sul futuro.»
Tutto sommato il libro è molto buono.
La storia è originale e ben strutturata per essere un fantasy emergente.
Il finale è aperto e lascia sul filo del rasoio in un subbuglio di emozioni che ti fanno attendere il seguito al più presto.
Quindi, come avete immaginato, lo consiglio a chiunque voglia leggere un buon fantasy.
Per questo libro il mio voto è di 4 Conchiglie!
picsart_09-22-09-39-42-2
Che ne pensate? Fatevi sentire!
Alla prossima,
Sara. ©
Annunci

16 thoughts on “RECENSIONE #16 IL RISVEGLIO DELL’ALBINO DI FRANCO GIACOIA E PALMIRO MIGNINI.

  1. Pingback: Recensione de “Il risveglio dell’albino” – Franco Giacoia

  2. Pingback: INTERVISTA A FRANCO GIACOIA E PALMIRO MIGNINI PER IL RISVEGLIO DELL’ALBINO #1 | Milioni di Particelle

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...